In ricordo di Francesco
Maglietta per lo più scura o comunque spesso di un gruppo rock, jeans che vestono larghi, occhiali tondeggianti, riccioli mori, erre gucciniana: eccolo Francesco, primo banco vicino alla porta, classe 5H. Francesco e i suoi quasi 800 giorni tra i corridoi del Cremona, a cui si aggiungono i 200 trascorsi in Canada durante il quarto anno. Francesco che nel corso di tutti questi giorni ha intessuto amicizie profonde, ottimo compagno di classe per i coetanei, ottimo compagno di viaggio per tutti. Francesco e la sua grafia poco bella, prima in stampatello, poi finalmente in corsivo. Francesco che, quando il cane gli sbranò il quaderno, non consegnò i compiti estivi, ma la documentazione fotografica del disastro. Francesco, le sue domande a lezione e l’interesse di chi ha desiderio di sapere, con quell’aria sempre sorniona con la quale era capace di arrivare al punto. Francesco che da un anno con l’altro era diventato muscoloso, e ci si scherzava su. Francesco assonnato, a volte accasciato. Francesco anche sorridente, che stava al gioco, che si faceva interrogare, che mandava una mail per un chiarimento, sempre composto, sempre educato. Francesco che venerdì avrebbe dovuto essere a scuola per le 19.30 a vedere il Grande Gatsby.
“Buoni compagni di viaggio non dovrebbero lasciarsi mai”, invece stavolta è andata diversamente, così Francesco non è più al suo banco per gli ultimi giorni di lezione, ma sublimato è ora per sempre nei nostri cuori e nei nostri pensieri, tra quello che avrebbe potuto essere e la sua ombra nei corridoi che adesso fa piangere tutte le lacrime possibili e che poi con il tempo farà addirittura compagnia, ricordandoci sempre – guai a scordarselo! - che la scuola è fatta di persone, di sguardi, di parole, di relazioni.
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